STORIE

Fragole e cipolla

Maria Carbone
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Fragole e cipolla
LA STORIA
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La quarta storia che vi raccontiamo, tratta anch’essa dal libro di Marco David Benadì “Su e giù per la vita. Storie di uomini e donne straordinariamente ordinari”, è dedicata a Maria Carbone, una dolce signora di Giarratana, il più piccolo comune della provincia di Ragusa, un luogo meravigliosamente sperduto.

Maria Carbone “è quasi un tesoro segreto. Sta qui in via Bovio a Giarratana, nella sua piccola casa grigio-bianca. […] Ci saluta in abiti di festa con un sorriso luminoso e felice […] cammina lentamente, aggrappandosi ai muri e alla balaustra della scala. Di solito utilizza un montascale: ha lavorato molti anni china sui campi e nelle serre e adesso ha qualche problema con la spina dorsale.”

Insieme a suo marito Salvatore, Maria accoglie l’autore nel salotto di casa, e tenendogli la mano inizia a raccontargli della sua vita, semplice eppure straordinaria:

“La ricchezza della sua storia non sta nei contenuti, non nella narrazione o nella densità delle esperienze, ma nella straordinaria semplicità del tempo che passa.”

Maria e Salvatore sono innamorati da cinquantasei anni. Si sono conosciuti nel 1959, quando lei aveva diciassette anni e lui qualcuno in più, ora ne hanno rispettivamente settantotto e ottantacinque. Il loro è stato un matrimonio “portato”: non si sono incontrati e innamorati, ma una signora ha semplicemente portato lui da lei e li ha fatti incontrare. Conoscendosi, hanno poi capito di avere dei caratteri molto diversi:

“Come dice lei, erano come il bianco e il nero, eppure sono sempre andati d’accordo. Salvatore ci rivela il segreto di un matrimonio duraturo, «Basta litigare uno alla volta», dice. «Le donne lasciale parlare…quando si innervosiscono lasciale parlare». Così non si è mai urlato nella loro casa…”.

All’inizio, per più di vent’anni, la famiglia è stata economicamente a carico soltanto di Salvatore, mentre Maria si occupava della casa e delle due figlie:

“Lui lavorava, aveva il camion, comprava il frumento, lo portava ai mugnai e ci guadagnava qualcosa su, poi andava a vendere le cipolle. E lei? Lo sanno tutti, dice, che «dalla mattina come Dio fa giorno fino a che è buio, la donna a casa lavora, gestisce i figli, gestisce la famiglia, c’è la cucina, la pulizia, c’è da tagliare, cucire»”.

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Dopo essersi sposata Maria si è dedicata completamente alla famiglia, è stata questa la cosa più importante per lei: lavorare come avevano fatto i suoi genitori per dare ai figli un’educazione e una vita migliori della sua e con più possibilità. Quando però la figlia Rosanna va all’università, le spese della famiglia aumentano: Maria decide di andare a lavorare, va a raccogliere le fragole vicino a Siracusa. Successivamente trova lavoro in una serra a Vittoria, in provincia di Ragusa, come fioricultrice specializzata:

“Un impegno che Maria porta avanti per dodici anni grazie all’aiuto del marito che, pur continuando a lavorare, la sera torna presto per accendere la stufa e farle trovare la casa calda. […] Senza il marito non avrebbe potuto lavorare e portare a casa i soldi necessari per gli studi delle figlie. Ammette che è stato difficile, ma anche una bella soddisfazione e la sua voce emana un calore incredibile. […] Poi immagina la gioia di Maria quando le figlie si sono laureate e nel sentirle chiamare dottoresse.”

Il discorso si sposta poi sul montascale, a cui Maria è molto affezionata, “un bel dono di Dio”, come dice soddisfatta. Maria non esce di casa dal 2009, da quando i problemi alla spina dorsale si sono acutizzati. La sofferenza più grande per lei è non poter stare dritta sulle gambe, nemmeno per andare a prendere un bicchiere d’acqua, ha sempre bisogno di un sostegno. Adesso può salire al piano di sopra della casa, e andare sul terrazzo, dove ha piantato un po’ di fragole, l’unica cosa che oramai producono. Anche se sono le cipolle le vere protagoniste di Giarratana:

“…ed ecco che appaiono le mie meravigliose cipolle bianche, il simbolo di questa terra bella e arida. Ce le mostrano e ci dicono orgogliosamente che il fratello della signora Maria ha vinto il premio per la più grande cipolla in paese.”

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Anche questa volta arriva il momento dei saluti, e quando l’autore anticipa alla signora Maria che tornerà a Giarratana, chiedendo al Sindaco di presentare il libro nella sala consiliare, l’aria si satura di gioia:

“La voce della signora Maria è diventata ancora più dolce, quasi sognante, «Tornate, abbiamo sempre delle belle cose da raccontare, perché abbiamo vissuto una bella vita». Sono le sue parole esatte. […] La sua voce è un po’ velata, ma luminosa come se cercasse di abbracciarla tutta questa sua vita […] Sospira felice pensando a tutte le memorie emerse in queste ore e a tutto quello che deve ancora venire. […] «Ci ha fatto piacere incontrarvi, solo che non so se siamo riusciti a raccontarvi una bella storia». E io la vorrei abbracciare, vorrei abbracciare tutti e te e tutto, con tutto di me.”

L’intera storia dedicata a Maria Carbone è nel libro “Su e giù per la vita. Storie di uomini e donne straordinariamente ordinari” di Marco David Benadì, edito da Baldini&Castoldi.

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L’intera storia dedicata a Maria Carbone è nel libro “Su e giù per la vita. Storie di uomini e donne straordinariamente ordinari” di Marco David Benadì, edito da Baldini&Castoldi.

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